eventi e coronavirus

Coronavirus ed eventi: Cosa ci aspettiamo dal futuro?

Io il mio lo sto facendo! Tuttavia, sin dall’inizio di questa vicenda, e con me la maggior parte dei lavoratori nel mondo dell’animazione e dello spettacolo, ci domandiamo quale sarà il futuro degli eventi dopo il Coronavirus?

Ogni giorno io e il mio staff cerchiamo di affrontare quest’emergenza al meglio delle nostre possibilità: abbiamo rimandato un sacco di iniziative, e dove era possibile ci siamo organizzati per utilizzare il live streaming.

Adesso, però, non pensare al futuro diventa difficile. Quando in TV, ogni giorno, si sentono esperti sostenere che usciremo cambiati da questa esperienza; che il coronavirus cambierà per sempre il nostro stile di vita.

Sarà vero?

E questo quanto potrebbe influire sugli eventi?

Migliaia di eventi cancellati dal coronavirus con una perdita di 8 miliardi di fatturato!

eventi live

Ad oggi, sappiamo, grazie ai dati dell’Agcult, che sono fermi circa 340 mila lavoratori del mondo degli eventi, con una stima della perdita di 8 miliardi di fatturato in un solo mese di fermo. ( Dati del 11 marzo 2020)

In sostanza l’Agcult ci dice che circa l’80% dei lavorati nel mondo degli eventi live non sta lavorando; specifica, inoltre, che i dati includono tutte le categorie delle iniziative live, anche quelle del settore business:

  • fiere
  • teatro
  • concerti di ogni tipo
  • convegni
  • manifestazioni
  • conferenze

Non voglio fermarmi troppo sul grave impatto economico che l’effetto coronavirus potrà avere sull’industria degli eventi, perché non è questo lo scopo di questo articolo.

Tuttavia, mi porta a fare una riflessione sulla precarietà di molti professionisti autonomi che lavorano ad intermittenza; tra cui molti miei collaboratori, nel campo eventi.

L’articolo di Agcult riporta le richieste che, giustamente, questi lavoratori stanno avanzando per proteggersi dall’inevitabile disastro, e questo mette in luce l’incertezza della loro condizione, già presente prima del coronavirus.

Io penso a tutti i tecnici, ai light designer, gli specialisti dell’audio service, ai musicisti, e a tutti gli artisti che creano meravigliose coreografie e gli spettacoli acrobatici anche durante gli eventi aziendali!

Perché mai questi professionisti intermittenti non hanno l’indennità di disoccupazione Naspi? E perché non hanno diritto ad un ammortizzatore sociale commisurato alle giornate effettive di lavoro e non solo in via eccezionale? Perché devono versare 100 giorni di contributi per avere l’indennità di malattia?

Mi auguro che questa vicenda, faccia un po’ riflettere le istituzioni sull’ingiustizia a cui sono sottoposti dei professionisti, i quali con il loro lavoro contribuiscono alla produttività di un settore che nell’insieme incide il 6,8% sulle attività economiche del paese!

Settore marketing e comunicazione: i cambiamenti dopo il Coronavirus!

marketing e comunicazione

Come sai il mio è un settore un po’ ibrido: in parte, è caratterizzato da una forte componente artistica, ma si muove sotto la legge del marketing e della comunicazione.

Mi sono chiesto, allora, come si stiano comportando i miei colleghi del settore marketing in questa situazione.

Devo dire che ciò che si legge in giro per il web mi ha piacevolmente colpito, e mi sono sentito parte di “una resistenza” del mondo della comunicazione aziendale; una cospicua parte di lavoratori che trova la forza per andare avanti e la determinazione per risolvere anche le situazioni più complicate.

I Comportamenti nel mondo della comunicazione ai tempi della Covid 19

Molti lavoratori nel campo della comunicazione, stanno sfruttando questo periodo di pausa forzata, come un’occasione per mettere in pratica lo smart working, fare videoconferenze, o meeting in diretta.

Altri stanno costruendo un vero e proprio business sulla formazione online, in vista di un futuro pieno di lavoro.

Mai, come in questi giorni difficili, abbiamo l’occasione di constatare l’importanza di comunicare e il valore che ha la comunicazione nel male e nel bene. Sopratutto quali sono i suoi effetti sulle persone e quanto riesca davvero ad influenzare le masse.

La riflessione più importante, però, che tocca la maggior parte dei settori lavorativi riguarda l’implemento dello smart working.

L’agilità di lavorare da casa pur restando in connessione con il resto dell’azienda è un’opportunità importante che ci offre la tecnologia del nostro tempo. Probabilmente senza la possibilità di lavorare da casa, affrontare questa emergenza sarebbe stato ancora più difficile e l’impatto sull’economa sarebbe stato ancora più amplificato.

Restando nel settore comunicazione, possiamo avere un esempio concreto di questa nuova realtà, leggendo l’indagine pubblicata da Avantgrade.com sul Coronavirus e il digital marketing.

L’indagine riporta le affermazioni di alcuni importanti marketer italiani, e quasi tutti si ritrovano a valutare positivamente l’esperienza di smartworking, confessando che sono disposti a rivedere le proprie prassi lavorative anche quando l’emergenza coronavirus sarà terminata.

Mi viene spontaneo pensare se questa soluzione potrà insinuarsi negli eventi; cosa ne penseranno i fruitori?

Teatro e Coronavirus: analizziamo il fenomeno per comprendere cosa succede agli eventi dal vivo

teatro

Il Dibattito

Al di là del malcontento, e della preoccupazione legata all’economia di settore, c’è un’altra discussione che accende il mondo dello spettacolo dal vivo.

Nel settore teatrale si sta facendo strada una prassi che sta animando un frenetico dibattito fra gli studiosi e gli addetti ai lavori, creando due correnti di pensiero avverse.

Alcuni artisti italiani stanno mettendo a disposizione i loro archivi con i video dei loro spettacoli passati, altri hanno creato playlist su youtube dove si possono trovare intere versioni video di spettacoli dal vivo.

Questo ha provocato un certo disappunto fra alcuni “puristi” i quali distinguono categoricamente lo spettacolo dal vivo da quello video, ritenendo che per definizione e forma si debbano considerare due cose diverse.

Caratteristiche dello spettacolo dal vivo e differenze con il video

Dunque, perché il mondo dello spettacolo si sta animando tanto sulla questione del teatro in video? Se il decreto attuato dal governo, in vista di arginare il contagio ci impone di non andare a teatro, e le sale di tutta Italia sono chiuse dal 6 marzo, il video non è una buona soluzione per restare vicini al teatro?

Le risposte a questa domanda sono di due tipi:

  • Fazione pro video: Certamente, è una buona soluzione. Permette di avere un buon surrogato del teatro e ne diffonde la bellezza. Quando tutto sarà finito il pubblico amerà di più il teatro e le sale si riempiranno. Inoltre, mantiene vivo il ricordo teatrale, evitando che il pubblico meno avezzo dimentichi totalmente la cultura dello spettacolo dal vivo.
  • Fazione dei puristi: No, il video non può essere una soluzione al teatro. Ne diffonde un’immagine distorta, ossia, l’immagine di un’altra forma d’arte: quella del video. Il teatro in video, non è teatro, è videoarte. Il motivo per cui il teatro in video può danneggiare il teatro in sala si trova nella differenza di forma. Il teatro è da sempre spettacolo dal vivo! Pertanto, la sua più grande caratteristica è fornire un esperienza vera, a tu per tu con lo spettatore. Unica e irripetibile. Il teatro in video perde la sua essenza e non è più teatro.

Gli eventi durante il coronavirus

A questo punto, a mio parere, è impossibile non pensare a tutti gli altri eventi dal vivo.

Nell’introduzione, all’inizio di questo articolo, ho detto che io stesso, con il mio staff, ci stiamo attrezzando per portare avanti i nostri eventi ai tempi del coronavirus con lo streaming; e sinceramente ho sempre trovato la soluzione streaming come un’ottima alternativa per seguire eventi importanti che altrimenti non sarebbe possibile seguire, e in questo caso, realizzare.

Però, questo dibattito fra esperti di teatro pone una questione seria: quanto vale l’esperienza dal vivo per il pubblico di un evento? Permettere agli spettatori di un’iniziativa di seguirla in diretta streaming, potrà sostituire in loro il brivido dell’esperienza sul posto?

In un’epoca come la nostra, dove l’esperienza e la cura del singolo è diventata fondamentale nel marketing; dove le nostre abitudini e il nostro bisogno di vivere emozioni sempre nuove ha provocato la nascita del turismo esperienziale, possiamo illuderci che la diretta a distanza valga l’esperienza dal vivo?

Avvalendoci dell’alta tecnologia, della realtà aumentata, possiamo colmare le sensazioni e l’emozioni di essere lì sul posto, mentre avviene un’ accadimento?

Potremmo sostituire il piacere del contatto diretto, della socialità intrinseca nella partecipazione ad un evento dal vivo? E lo scambio di opinioni a caldo? Avrà lo stesso effetto discutere con qualcun altro su qualcosa che non abbiamo visto in compresenza, pur avendo assistito nello stesso momento, grazie alla diretta streaming?

Regole più severe? Come sarà il futuro degli eventi?

Se viene spontaneo riflettere sulla forma che stanno obbligatoriamente assumendo gli eventi durante il coronavirus, non possiamo non pensare al loro futuro.

Quando tutto questo sarà finito, potremo tornare a organizzare grandi e piccoli eventi, come se tutto questo fosse solo una brutta parentesi?

O dovremo prendere dei provvedimenti diversi riguardo alle norme di sicurezza?

Dovremo cambiare radicalmente la politica di marketing sulla quantità dei partecipanti e concentrarci solamente sulla qualità?

Dovremo pensare di ridurre, drasticamente i posti di partecipazione ad ogni evento per garantire una certa distanza di sicurezza fra i partecipanti?

Conclusioni

Ad oggi, purtroppo, io non ho le risposte a tutte queste domande. Posso solo dirti che secondo il mio punto di vista, l’esperienza dal vivo non ha rivali.

E te lo dico, da grande estimatore della diretta streaming e social: l’evento live è insostituibile, sia per chi si trova ad organizzarlo; per tutti coloro che vi si esibiscono, e per ogni minuto che si passa a discutere su come deve essere un dettaglio per migliorare la resa dell’intero evento; ma, sopratutto per chi lo vive da spettatore, per chi si sente accolto in una realtà altra, che per un po’ può far dimenticare la monotonia quotidiana e regalare dei momenti speciali che si trasformeranno in ricordi speciali.

Sarà il tempo a fornirci le risposte, io posso solo mettermi a tua disposizione per organizzare qualunque iniziativa, in diretta streaming o social, durante l’emergenza. Potremmo pensare ad un vero evento live quando tutto questo sarà passato.

Continua a restare connesso al blog per avere altre info sugli eventi.

Ti aspetto ancora qui, alla prossima!

Condividi questo post

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email

Servizi

Organizzazione Eventi

Project Consultant

Gestione del Budget

Aggiungi qui il testo dell'intestazione