marketing etico

Il marketing etico, un modello aziendale per gli eventi del futuro!

Se ti è capitato di aver sentito il termine marketing etico significa che ami aggiornarti sulle nuove tendenze. Questo nuovo approccio al modo di fare marketing esiste in forma non ufficiale dal 2011, ma è solo da alcuni anni che sta riscuotendo un numero importante di adesioni da parte delle aziende.

Attenzione, però, questa nuova filosofia del marketing non è una semplice moda, tutt’altro! Il suo successo sta proprio nel voler dissacrare tutti i principi più solidi del marketing moderno.

Ma vuoi saperne di più, oppure no?

Se la tua risposta è sì, non ti resta che seguirmi in questo approfondimento; inizia a valutare se e quanto può convenirti aderire.

Indice dell'articolo

Quali sono i principi del marketing etico? Cosa significa?

Il marketing etico è una vera e propria filosofia di marketing, la quale sta rivoluzionando il modo di fare, e percepire, le tecniche promozionali di prodotti, servizi ed eventi, nella società contemporanea.

Il fondatore di quella che sembra a tutti gli effetti una “scuola di pensiero” è Emmanuele Macaluso, Marketing and Communication Manager, attivo dal 2000 nella ricerca e nella consulenza aziendale.

Macaluso ha scritto il Manifesto del Marketing ethic, nel volume Bende Invisibili – Manifesto del Marketing Etico, Golem Edizioni, nel 2011.

Negli anni, il volume ha suscitato molto interesse, e si è trasformato nel manifesto di un movimento promosso da molte aziende. Il Marketing in versione etica cerca di riformulare i principi del marketing, secondo i valori della verità delle informazioni e della validità dei prodotti o servizi.

Questi principi vogliono sfondare la roccaforte di un marketing che ha preso le distanze dai propri clienti; dove il valore e l’utilità di un prodotto passano in secondo piano rispetto alla moda che lo circonda.

Ma vediamo nello specifico quali sono i punti fondamentali del manifesto.

il manifesto

Cerchiamo di entrare nel cuore del marketing etico, attraverso gli undici articoli fondamentali, proposti nel manifesto.

Proverò a riassumere e commentare ogni articolo, al fine di rendere più semplice il concetto generale di questo movimento.

1. Pieno rispetto dell’etica riconosciuta universalmente, nei confronti del cliente e del mercato

Nell’articolo 1, si chiede agli esperti di utilizzare le proprie conoscenze tecniche rispettando l’etica in senso universale, nei confronti dei clienti e del mercato in cui si opera.

2. Non indurre nell’inconscio collettivo bisogni non primari

Il secondo articolo è abbastanza intuitivo; allo stesso tempo, si può dire che questo punto rivoluziona più degli altri il marketing moderno. Si chiede hai professionisti di non usare tecniche persuasive attraverso cui un prodotto non indispensabile può diventare necessario nella testa del consumatore.

3. Escludere scelte individualistiche dato il ricadere delle scelte sui bisogni sociali ed economici di una società

L’articolo tre chiede di riconoscere le proprie responsabilità, nelle scelte dei consumatori. S’intimano i professionisti del marketing a ricordare che la manipolazione dei bisogni ricade sull’intera società e la sua cultura. Pertanto si deve rinunciare all’individualismo, in favore del bene collettivo.

4. Ogni professionista deve eliminare dalle proprie strategie e attuazioni elementi comunicativi mendaci

Per attirare i consumatori, non si devono usare argomenti fasulli o mistificatori della realtà, come spesso succede nella tradizione classica della pubblicità televisiva.

Per convincere i consumatori bisogna renderli coscienti di un reale miglioramento della propria qualità di vita. Specie per la collettività.

5. Non vendere solo il servizio ma il risultato reale

Il marketing etico punta a valorizzare il risultato e non il prodotto o servizio.

6. Si devono fornire dati reali sul prodotto e non manipolati, riscontrabili tramite altri mezzi di diffusione pubblica

Tutti i dati e le informazioni relative ad un prodotto devono essere reali, e non manipolate ai fini promozionali. Tutte le informazioni devono essere riscontrabili su altri mezzi di diffusione pubblica, per una maggiore trasparenza sui prodotti.

7. Rendere i propri risultati reali, controllabili dal committente del mercato

Il professionista deve fornire risultati reali e controllabili dall’azienda committente, oltre che dal mercato.

8. Fare scelte strategiche nell’ambito della Corporate social responsibility con incidenze reali e dati oggettivi

È vietato diffondere dati fasulli, che non abbiano avuto un’incidenza reale nella società, al livello produttivo e nel miglioramento con l’impatto ambientale.

9. Nel marketing si devono tramandare i principi etici fra professionisti

L’articolo otto chiede ai professionisti di fare proprie le linee guida del manifesto e insegnarle ai futuri professionisti del marketing.

10. tutte le linee guida del manifesto devono essere applicate sia ai singoli individui, sia ai gruppi di persone

Quando si fa marketing bisogna pensare che le scelte ricadono sia sui singoli, sia su alcune categorie di persone.

11. Non c’è alcuna limitazione tecnica, finanziaria ed economica all’interno del documento, ma solo la finalità a condurre il marketing verso l’eccellenza tale da portare profitto al cliente; senza bisogno di manipolazioni.

L’intento del manifesto non è quello di limitare la professione o i risultati, ma bensì, quello di nobilitare il marketing. Per fare questo le tecniche usate dovranno rispettare l’etica, al fine di non dovere manipolare o mentire, e porteranno dei risultati reali e profittevoli al cliente.

A questo link puoi scaricare il pdf del manifesto originale del marketing etico.

Politiche di marketing digitale tradizionale o etico?

marketing digitale

Anche nell’ambito digitale le tecniche di marketing utilizzate, spesso non rispettano l’etica riconosciuta universalmente. Strumenti invasivi come i messaggi chat privati, o i messaggi whatsapp broadcasting ne sono prova.

Entriamo nella dinamica delle strategie di marketing online e cerchiamo di capire quali sono le mosse giuste da intraprendere per rispettare l’etica nel marketing digitale.

Email marketing

L’email marketing può avere due grossi problemi.

Innanzitutto, bisogna porsi il problema del GDPR, ossia, le normative europee che regolano la raccolta dei dati, attraverso i siti internet e i social network.

Nelle pratiche black hat, nome con le quali s’identificano le pratiche meno “pulite” del marketing tradizionale, i dati raccolti servono per creare liste d’indirizzi email degli utenti, per spedire news letter e sales letters; questo però non è sempre chiaro all’utente che visita un sito.

Secondo il marketing etico, si dovrebbero evitare tutte le strategie invasive.

Un’alternativa può essere, la richiesta trasparente della mail, per avere informazioni future sui prodotti. In questo modo, i clienti possono scegliere consapevolmente se lasciare i propri dati o meno.

Acquistare advertising da spammare via social

L’acquisto di advertising ha una doppia valenza, positiva e negativa; dipende dai social che vengono utilizzati per spammare gli advertising.

Ad esempio, se si tratta di social come facebook, dove è possibile nascondere la pubblicità, la pratica non si può considerare invasiva, e quindi può essere utilizzata.

Se invece il social utilizzato è twitter o instagram, l’advertising può considerarsi fuori contesto.

Brand ambassador e influencer

Dato l’articolo 2 del manifesto del marketing etico, dove si esplicita l’esigenza di non creare falsi bisogni, l’utilizzo di influencer o brand ambassador è da considerarsi una pratica black hat.

La maggior parte dei comportamenti dei brand ambassador o degli influencer sono finalizzati alla promozione smodata di un bene o servizio non necessario; e sempre più spesso questi modelli vengono proposti a categorie giovanissime. In particolare, dopo la nascita di social di categoria, come tick tok.

Suggerire i canali social direttamente sul sito

Possiamo considerarla una pratica white hat (positiva). Si tratta del consueto inserimento dei tasti di collegamento con i canali social, sui siti internet delle aziende.

La scelta di cliccare l’icona e seguire i canali è totalmente a scelta del cliente, e spesso apporta dei vantaggi, sia al consumatore, che viene informato delle novità in tempo reale, sia all’azienda.

Engagement organico o comprato?

Ovviamente, il valore delle buone pratiche social dovrebbero vedersi dai risultati reali. Quindi il traffico dovrebbe essere totalmente organico, e non acquistato.

Peggio ancora è l’utilizzo dei servizi che ritwittano o ripubblicano messaggi al posto di un reale social media manger. Ingannano l’utente falsificando i dati reali del successo di un contenuto.

Messaggi in automatico o broadcasting

Assolutamente da considerarsi fra le pratiche black hat.

I messaggi spam invadono la privacy degli utenti, mandando messaggi promozionali sui canali privati. (messanger o whatsapp).

Recensioni false sulle grandi piattaforme

Fra le pratiche più scorrette ci sono sicuramente le recensioni fasulle e pilotate. Una pratica utilizzatissima sulla maggior parte delle piattaforme per l’e-commerce e per le guide alberghiere online. Si tratta di una pratica assolutamente black hat, nella quale si usa inviare prodotti gratuiti a uno o più utenti, in cambio di recensioni positive sui prodotti.

Le recensioni non tengono conto delle prestazioni e delle caratteristiche reali dei prodotti.

Un’altra pratica, ancora più estrema, è far scrivere recensioni fasulle al personale interno, attraverso account falsi.

Conclusioni

Il Marketing etico rappresenta un grande passo avanti nell’ambito della promozione, oltre che nelle strategie di vendita.

Se le aziende che aderiscono a questo nuovo modo di fare marketing sono destinate ad aumentare, potremmo andare in contro a un sensibile miglioramento del rapporto fra consumatore e azienda.

Riassumendo: l’obiettivo del marketing etico è quello di ridurre il consumismo delle società evolute, e guidare il consumatore verso la consapevolezza delle proprie esigenze reali.

In questo senso si ristabilirebbe un nuovo rapporto fra filiera produttiva e consumatore finale, minimizzando gli sprechi e riducendo al minimo l’impatto ambientale.

Questo nuovo modo di fare marketing toccherà anche gli eventi aziendali?

Se vuoi sapere ulteriori sviluppi sul mondo degli eventi, segui il mio blog.

Alla prossima!

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