officine degli eventi community-mondo degli eventi

Il mondo degli eventi diventa comunità online per combattere il lockdown

Da quando il lock down è iniziato, il mondo degli eventi si è rivoluzionato. Niente più eventi dal vivo, niente più briefing, niente più relazioni fra operatori. Eppure, gli addetti ai lavori si sono organizzati e hanno fatto ricorso alla tecnologia per creare un’alternativa all’isolamento, e tornare dialogare a tutti insieme.

Sono nate diverse comunità online: un sottosuolo di operatori dell’animazione e degli eventi aziendali che si incontrano sul web per scambiarsi consigli e suggestioni sull’andamento della situazione, e cercano soluzioni alternative per sopperire alla chiusura forzata.

Ma quali sono le proposte che stanno venendo fuori? Quali sono le speranze, i progetti e gli obiettivi che gli operatori dell’organizzazione eventi stanno proponendo per uscire dalla crisi dopo il lock down?

Il mio mondo degli eventi è una comunità online

videoconferenza zoom per il mondo degli eventi

Inizio con l’ammettere che io stesso faccio parte di una comunità online, della quale sono amministratore.

Come molte altre, è nata ben prima della covid 19 e del lock down, ma durante la pandemia e le misure di contenimento si è riscoperta ancora più utile, per mettere insieme idee nuove e fissare gli orari delle videoconferenze fra operatori esperti.

Detto ciò, ti premetto che parlerò di quest’esperienza in prima persona, ma andremo ad esplorare insieme le proposte e i progetti che sono nati sul web anche dalle altre comunità online.

Chi sono le comunità online?

Eviterò di citare i vari gruppi, in rispetto della privacy, e farò riferimento in modo generico solo agli spunti e alle tante idee che circolano nei vari gruppi.

Officine degli eventi, la mia comunità, sarà l’unica, quindi, ad essere citata.

Per comunità online, tra cui Officine, s’intendono, in particolare i gruppi Facebook.

Community che offrono la possibilità a tutti i professionisti d’ iscriversi per condividere informazioni ed esperienze, attraverso il social.

Basta cliccare su iscriviti e automaticamente al richiedente viene inviato un messaggio, dove gli vengono domandati il mestiere e la motivazione per l’iscrizione. Una volta compilate le risposte, il richiedente, dovrà aspettare l’accettazione da parte degli amministratori del gruppo.

È evidente, che possono prendere parte al gruppo solo le persone che sono davvero interessate all’organizzazione, come nella normale funzione di Facebook.

Nella maggior parte dei casi, in questo tipo di gruppi sono gli amministratori stessi ad invitare i vari conoscenti e collaboratori a partecipare al gruppo. Officine funziona esattamente così.

Ma veniamo ai contenuti …

Le comunità online stanno riorganizzando il mondo degli eventi

Scambio d’iniziative

Uno dei motivi principali per utilizzare le community è lo scambio d’idee e di progetti. Solitamente le idee di animatori, organizzatori e operatori del settore derivano da quesiti che nascono dall’evolversi della situazione.

Nascono proposte per la prossima riapertura, insomma la comunità determina un ribollire d’idee continuo.

Riconvertiamoci?

La riapertura imminente di alcune attività può rimettere in campo lavoratori lontani dal loro settore da molto tempo, che potrebbero ritrovarsi con un grosso problema a casa. Badare ai loro figli.

In tutto questo tempo le famiglie sono rimaste unite sotto lo stesso tetto, ma all’indomani della prima riapertura i bambini (ancora lontani dalla scuola) dovranno abituarsi a restare soli.

La mia riflessione/proposta lancio sulla community è:

sarebbe mai possibile riconvertire il settore animazione e intrattenimento in babysitting animation?

La mia è sopratutto una provocazione che può essere rielaborata con delle valutazioni attente per rilanciare un servizio, che potrebbe dover attendere ancora molto, prima di ritornare attivo.

Inoltre, si unirebbe l’utile (la cura dei bambini in attesa dei genitori) e il dilettevole ( l’intrattenimento), mantenendo viva l’attenzione sullo svago per i minori.

Le risposte si sono rivelate ponderate nel valutare le difficoltà di una riconversione temporanea, in un mestiere molto diverso dall’animazione. E questa risposta, abbastanza prevedibile, proprio perché comprensibile, mi ha fatto pensare …

Questo è un po’ il senso della condivisione d’idee. Difficili da realizzare o troppo visionarie, non ha molta importanza.

Il punto è che: se c’è un dibattito qualcosa si muove sempre. Da uno spunto possono derivare milioni di idee e stimoli, per trovare delle soluzioni efficaci.

Le feste online sono appetibili?

Le feste per bambini online potranno mai essere a pagamento? E in che modo si potranno realizzare per accontentare le famiglie?

Le iniziative stanno girando da un po’ sul web, in forma gratuita, e non tutti gli addetti ai lavori sono concordi a lasciar svendere il proprio lavoro da alcuni colleghi “più generosi”.

Fra le comunità online nasce un dibattito:

  • fare feste online gratuitamente è efficace in vista di una potenziale riapertura ?
  • I genitori si abitueranno a questa nuova forma di festa, totalmente gratuita?
  • Le feste online si possono fare a pagamento?

La risposta più interessante a questo proposito è stata la proposta di lanciare un questionario online, a cui possono aderire agenzie di animazione e organizzatori di feste per bambini.

Il questionario sarà divulgato dalle agenzie aderenti all’iniziativa a tutti i clienti. Questi ultimi dovranno compilarlo in forma anonima, per annullare ogni vincolo, e garantire il rispetto della privacy.

Lo scopo dell’iniziativa è ottenere delle risposte veritiere e affidabili, su una vasta quantità di clienti, su più territori. Questo permetterà di avere una visione complessiva sui reali gusti, e sulle esigenze attuali delle famiglie. Su quali sono i desideri per le feste dei loro figli.

Oro nelle mani degli organizzatori che potranno valutare il da farsi su dei dati reali.

La fine della competizione per l’unità di settore?

Una riflessione che mi salta alla mente, essendo in una comunità di organizzatori eventi, è come la competizione, motore propulsore della personalizzazione di un’azienda, sia resa nulla nello spirito che governa le comunità, e al contrario si respiri un’evidente volontà di confronto e collaborazione.

Pare che le misure governative per la pandemia, e questa sorta di new society stia dando vita a un nuovo mondo degli eventi. Dove la comunità d’intenti permetta non solo la resilienza del settore, ma lo rivesta di nuove possibilità per il futuro post covid.

Infondo chi ha detto che finita la pandemia queste proposte non possano restare nel DNA degli organizzatori e degli animatori?

Da quando ha preso vita, il mondo degli eventi e dell’intrattenimento è sempre stato in evoluzione, e questa nuova era potrebbe essere un’ottima occasione per interiorizzare i nuovi spunti e i cambiamenti già attuati. Si potrà pensare di riadattare molte proposte e trarre nuova linfa vitale da iniziative mai prese in considerazione fino a prima.

Che dire poi delle vetrine online e delle soluzioni attuate sulla rete? Dovranno sparire? Io credo che nessuno vorrà buttare via il lavoro fatto fino ad ora; e anche se l’affluenza in rete sarà minore rispetto ad oggi, è probabile che anche il pubblico non voglia rinunciare ad alcuni servizi.

Io credo nella teoria “del punto di non ritorno”, per intenderci; il mondo degli eventi si è sempre evoluto, non è mai tornato alle origini.

Quando riapriranno le attività, e la gente sarà libera di uscire e d’incontrarsi, il mondo degli eventi si adatterà alle esigenze di quel momento, e molto probabilmente tutti quei trend che abbiamo lasciato dall’altra parte non verranno recuperati perché troppo fuori tempo.

Conclusioni

Se le cose cambieranno ancora o se l’event management farà ritorno alle strategie lasciate a metà e ai vecchi trends, non lo sappiamo. Sappiamo che esiste un sottosuolo forte, resistente a tutto. Un brulicare continuo di idee, novità e passione che ha reso possibile il nascere di una comunità. Ha abbattuto la competizione e ha trovato nella collaborazione la propria linfa vitale.

Questo è forse il vero futuro del mondo degli eventi?

Se vuoi nuovi aggiornamenti, continua a seguire il mio blog e iscriviti alla mia pagina FB Domenico Marchetti Eventi o al gruppo Officine degli eventi.

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